10.5 Barbablù e gli altri. Canzoni inedite di Gino Negri

Gli incontri organizzati dall’Associazione Elda Cerchiari Necchi dal titolo “POLIEDRICO ITINERARIO TRA AVANGUARDIE E TRADIZIONI”, ideati da Elda Cerchiari Necchi e curati da Chiara Rosati, giungono al termine. Si è trattato di un percorso itinerante ospitato in alcuni suggestivi luoghi di Milano dedicati alla cultura, focalizzati sul riconoscimento di quanto la creatività umana abbia saputo rendere attuali motivi tradizionali e affermare la continuità di grandi valori anche nelle più recenti e apparentemente provocatorie forme artistiche.

L’ultimo appuntamento dal titolo “Barbablù e gli altri. Canzoni inedite di Gino Negri”, realizzato in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Beni Culturali e Ambientali, a cura del laboratorio di drammaturgia musicale ‘daTaP dal testo alla performance’ si tiene presso il M.A.C. (Piazza Tito Lucrezio Caro 1) martedì 10 maggio alle ore 18.30.

Si tratta di un vero e proprio laboratorio/spettacolo curato e “guidato” dal professor EMILIO SALA – noto musicologo – con la regia di Chiara Tarabotti.

Co-protagonisti di questa serata sono alcuni giovani studenti della laurea triennale in Scienze dei beni culturali e di quella Magistrale in Scienze della musica e dello spettacolo (Claudia Aiello, Andrea Bravi, Hadi Farahmand, Beatrice Finiguerra, Scilla Furlani, Daniele Grande, Federico Granziero,
Francesca Paola Mariani,
Mary Mazzocchi, Marta Menza, Barbara Rocchelli, Karin Rossi, Daniele Russo, Sofia Suraci, Virginia Sutera, Jacopo Veronese), che propongono un ricco repertorio di canzoni inedite di Gino Negri con rigore filologico e gusto goliardico, in perfetta sintonia con lo spirito del lavoro del compositore milanese.

Ascolteremo un corpus di canzoni composte tra il 6 aprile e il 6 agosto del 1960, una al giorno, che attualmente sono in deposito presso il centro APICE dell’Università di Milano (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale).

“Dal testo alla performance” è il titolo del laboratorio, l’obiettivo finale performativo è la chiave del lavoro: in questo caso, la riproposizione dei pezzi di Negri attraverso trascrizioni, arrangiamenti, voci, danza, abilità strumentali e moderne tecnologie, per rivivere insieme al pubblico la spensierata allegria delle canzoni del suo autore, con un tocco contemporaneo che sicuramente lo avrebbe divertito e incuriosito. Di Gino Negri viene così accentuato l’impareggiabile talento ironico attraverso un diario musicale scritto con un metro musicale del tutto inusuale: 7/4.

Un gran finale per il nostro Poliedrico Itinerario che si è arricchito via via dell’apporto di varie discipline, offrendo esempi attuali dei più svariati linguaggi espressivi.

Si ringraziano per il prezioso supporto: Filippo Crivelli e Antonello Negri.

Emilio Sala, direttore scientifico dell’Istituto nazionale di Studi Verdiani, è professore associato di musicologia presso l’Università degli studi di Milano. Si occupa dei rapporti tra la musica e varie forme di spettacolo (opera, melologo, musiche di scena, cinema) in una prospettiva sia storico-filologica sia teorico-critica. Dal punto di vista cronologico i suoi interessi spaziano dal Seicento alla contemporaneità, con una particolare attenzione all’Ottocento romantico-popolare. Suoi saggi sono stati pubblicati in diversi volumi miscellanei (atti di convegno ecc.) e riviste specializzate italiane e straniere («Cambridge Opera Journal», «Musica e storia», «Musica/Realtà», «Opera Quarterly», «Orages», «Revue de Musicologie», «Saggiatore musicale», «Studi verdiani», ecc.). Del suo ultimo libro, Il valzer delle camelie. Echi di Parigi nella ‘Traviata’ (Torino, EDT, 2008), è appena stata pubblicata la versione inglese (The Sounds of Paris in Verdi’s ‘La traviata’, Cambridge University Press, 2013).

 

 

Gli incontri organizzati dall’Associazione Elda Cerchiari Necchi dal titolo “POLIEDRICO ITINERARIO”, si svolgono quest’anno in differenti centri culturali milanesi.

In particolare i prossimi quattro appuntamenti – in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, Dipartimento di Filosofia – si svolgeranno in una delle prestigiose sedi dell’Ateneo: Palazzo Greppi, via Sant’Antonio 10 – Milano.

Curati da Stefano Allovio, professore di Antropologia culturale della Facoltà di Filosofia e da Chiara Rosati, saranno dedicati alle connessioni tra Creatività e Antropologia.

Come scrive Francois Laplantine, l’antropologia culturale non è tanto un sapere sulle identità locali, ma piuttosto un pensiero della relazione. Questo è tanto vero in rapporto alle appartenenze sociali quanto in riferimento ai prodotti culturali, agli artefatti, alle abilità artistiche. Sono le relazioni, le connessioni, le mescolanze e in ultimo gli incontri a generare un terreno fertile dove la creatività umana si sviluppa declinandosi in modo plurale. Per tale motivo occorre idealmente mettersi in viaggio e rinvenire negli angoli di mondo più disparati i frutti impazziti della creatività umana, ovvero i soli frutti possibili delle culture inserite nel flusso della storia.

 Il primo incontro dal titolo Bob Dylan, il “Giuda elettrico” si terrà Mercoledì 6 aprile alle ore 17.

Marco Aime – antropologo, docente di antropologia culturale presso l’Università di Genova e scrittore – ci farà scoprire il lato “rivoluzionario” del cantautore statunitense che negli anni Sessanta sembrò ribaltare la teoria del celebre filosofo della Scuola di Francoforte Theodor Adorno, secondo il quale la musica popolare, era fatta di elementi ripetitivi, banali, privi di originalità, che rimandavano addirittura a un certo primitivismo. Adorno espose le sue teorie proprio negli anni che videro l’esplosione della musica “pop”, colonna sonora di più di una generazione che si affacciava al mondo con idee nuove. Bob Dylan, “il buttafuori di una generazione” come lo ha definito Erri De Luca, fu uno dei principali protagonisti di questo “rinascimento” musicale. Le sue canzoni e il suo percorso artistico mettono però in crisi la visione di Adorno e ci riportano a una riflessione sul tema della “tradizione”.

Ingresso libero.

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16.2 Liberi, complici o degenerati?

Il prossimo incontro del ciclo Poliedrico Itinerario – ideato in collaborazione con laVerdi – dal titolo LIBERI, COMPLICI O DEGENERATI? che si terrà il 16 febbraio alle ore 18.30 presso il M.A.C. (Piazza Tito Lucrezio Caro 1 – ingresso libero) chiude gli appuntamenti invernali sul tema “Arte e Potere”. Ingresso libero.

FULVIO IRACE, noto esperto di architettura contemporanea, solleciterà il pubblico ad approfondire un tema ancora oggi molto dibattuto cioè il rapporto degli artisti con i regimi dittatoriali e il problema di valutazione che attualmente si pone agli storici e ai critici.

Con Irace indagheremo da vari punti di vista alcuni momenti essenziali di quel rapporto tra artisti e committenza che ha attraversato tutti i secoli della storia dell’arte e che ancor oggi influenza la creatività e il gusto tanto del pubblico, quanto dei sostenitori economici dei progetti artistici.

Si partirà dal periodo del Ventennio fascista con particolare riguardo alle ricadute della propaganda e delle direttive di regime sull’architettura, e si farà cenno alle mostre e ai concorsi che coinvolsero, tra gli altri, gli architetti Terragni, Figini, Pollini e Libera.

Ampio spazio sarà anche riservato all’attualità con un’interessante panoramica su Astana, la capitale del ricco stato del Kazakhstan fatta edificare ex novo da un visionario capo dell’ex Impero sovietico, il Presidente Nazarbaev.

Nel viale centrale dell’immaginifica città s’erge una torre alta alcune centinaia di metri sulla cui sommità è collocata una sfera: il globo d’oro. Disegnata da sir Norman Foster, celebre architetto inglese, rappresenta l’albero magico su cui è assiso l’uccello della felicità e si erge oggi come simbolo di un potere che si vuole assoluto e soprattutto capace di produrre quella che Anthony Vidler chiama la psicometropoli.

Una panoramica sulla Pechino delle super archistar dei giorni nostri mostrerà ancora una volta come gli artisti e gli architetti siano sempre stati attratti dal potere, che sempre hanno cercato di cavalcare finendone spesso cavalcati, come argutamente ci racconterà Fulvio Irace.

Fulvio Irace insegna al Politecnico di Milano, si occupa di storia e critica del progetto attraverso un’intensa attività di autore e organizzatore di mostre. Ha collaborato a Domus, Abitare, Casabella. È opinionista d’architettura per il supplemento Domenica de Il Sole 24 Ore.

Ha dedicato a Milano alcuni studi: Precursors of PostModenism (1981), Milano Moderna (1996), FaceCity (2012) e un piacevolissimo capitolo dal titolo “Verde in città” del volume Milano Mia (ed. Polaris).

Ha pubblicato di recente il volume Storie d’interni con l’editore Carocci.

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2.2 La Ronda Borghese di Rembrandt

Il prossimo incontro della serie “Poliedrico Itinerario”, in collaborazione con laVerdi, dal titolo “LA RONDA BORGHESE DI REMBRANDT” si terrà il 2 febbraio alle ore 18.30 presso il M.A.C. (Piazza Tito Lucrezio Caro 1 – ingresso libero) e sarà dedicato a un celeberrimo dipinto di cui sveleremo molte curiosità e novità.

La grande svolta politica che nel Seicento porta alla ribalta la potenza economica della borghesia olandese trova nel capolavoro di Rembrandt la più suggestiva rappresentazione, non priva di un autentico colpo di scena che verrà rivelato da MARCO CARMINATI, giornalista e storico dell’arte.

Realizzato in occasione della visita di due sovrane straniere nella democratica Repubblica dei Paesi Bassi, il dipinto risponde alla necessità di dare decoro alle sale dei banchetti della sede della corporazione degli Archibugieri, committente dell’opera, e rappresenta un esempio emblematico, per la ricchezza di spunti e personaggi, della fierezza di un popolo che si compiace della raggiunta libertà e indipendenza dallo straniero.

Come spesso accade nella storia dei capolavori dell’arte, possiamo dire che il dipinto sia sopravvissuto a una serie di incredibili disavventure, che scopriremo insieme a un’interessante rilettura del suo aspetto originale.

Con Carminati indagheremo poi da vari punti di vista alcuni momenti essenziali di quel rapporto tra artisti e committenza che ha attraversato tutti i secoli della storia dell’arte e che ancor oggi influenza la creatività e il gusto tanto del pubblico, quanto dei sostenitori economici dei progetti artistici.

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19.1 Arcimboldo ieri e oggi

Proseguono gli incontri a ingresso libero dal titolo “POLIEDRICO ITINERARIO”, ideati da Elda Cerchiari Necchi e curati da Chiara Rosati.

Il prossimo incontro in collaborazione con laVerdi dal titolo “ARCIMBOLDO IERI E OGGI” che si terrà il 19 gennaio alle ore 18.30 presso il M.A.C. – (Piazza Tito Lucrezio Caro 1) – sarà dedicato a un originale artista milanese, Giuseppe Arcimboldo, che raggiunse la notorietà nell’Europa del Cinquecento per le sue “teste composte”, soprattutto presso la corte asburgica trasferitasi a Praga, dove Rodolfo II lo invitò per condividere la passione per tutto ciò che appariva esoterico e “meraviglioso” in ogni campo dello scibile umano.

Un personaggio che, tra interessi alchemici e profonde conoscenze artistiche non solo ha costituito un unicum nella storia dell’arte, ma ha anche saputo essere fonte di ispirazione per artisti di varie discipline fino ai giorni nostri.

Così il 19 gennaio STEFANO ZUFFI, noto storico dell’arte, ci introdurrà all’attività di Arcimboldo, di cui scopriremo notevoli curiosità, per poi lasciare il “campo” (è il caso di dirlo!) a due musicisti che proporranno a grandi e piccini il loro CONCIORTO.

BIAGIO BAGINI e GIAN LUIGI CARLONE suoneranno melanzane, carote, zucchine, cetrioli dolci, flauti traversi, sax e chitarre per dare vita a un concerto sostenibile, un vero “live in the garden”.

L’orto è lo spazio di riferimento a cui guardano i due suonatori.

Perché l’orto è il luogo dove la parola è come un seme. Che poi getta foglioline che sono note. Che poi diventano piante in forma di canzone. Qui crescono canzoni pop, rock e moderne che raccontano i vissuti di melanzane, peperoni e zucchine, e parlano degli stati d’animo dell’orticoltore, oltre a raccontare le storie di orti di personaggi famosi.

Il CONCIORTO sfrutta il proprio terreno a fini elementari di divertimento intensivo, avvalendosi per questo di tecnologie moderne (ototo, l’interfaccia arduino-based che permette di trasformare oggetti di uso quotidiano in strumenti).

BIAGIO BAGINI è autore radiofonico e scrittore. Ha pubblicato libri per diverse case editrici soprattutto nel settore legato all’infanzia. È autore di canzoni e musicista.

GIAN LUIGI CARLONE è musicista e attore della Banda Osiris, da lui fondata 35 anni fa. Vanta numerose collaborazioni in qualità di cantante e musicista. Con la Banda Osiris ha vinto un Orso d’Argento come migliore colonna sonora al Festival Cinematografico di Berlino.

STEFANO ZUFFI storico dell’arte milanese, ha pubblicato oltre 60 libri, diversi dei quali tradotti in varie lingue. Collabora con riviste d’arte e di cultura, rubriche radiofoniche, testi scolastici e sceneggiature di documentari, ma soprattutto si ritiene un visitatore appassionato dei musei della sua città.

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Giovanna D’Arco 150 anni dopo

Proseguono gli incontri organizzati dall’Associazione Elda Cerchiari Necchi dal titolo “POLIEDRICO ITINERARIO TRA AVANGUARDIE E TRADIZIONI”, ideati da Elda Cerchiari Necchi e curati da Chiara Rosati.

Sempre all’insegna della multidisciplinarità, il ciclo, che si svilupperà fino a primavera inoltrata, offre esempi attuali dei più svariati linguaggi espressivi.

In occasione del prossimo incontro in collaborazione con laVerdi dal titolo “GIOVANNA D’ARCO 150 ANNI DOPO”, che si tiene il 22 dicembre alle ore 18.30 presso il M.A.C. – (Piazza Tito Lucrezio Caro 1) – EMILIO SALA, noto musicologo e direttore dell’Istituto nazionale di Studi Verdiani, commenta uno dei più importanti eventi culturali del mese di dicembre, cioè l’inaugurazione della stagione Scaligera con l’opera Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi, diretta da Riccardo Chailly.

Gli appassionati di musica operistica sanno bene come questa scelta rappresenti non tanto un ritorno al passato quanto una novità, visto che l’ultima rappresentazione di tale opera risale al 1865.

I complessi aspetti di questa singolare vicenda musicale saranno il tema scelto dal relatore Emilio  Sala, che ci illustrerà il suo personale approfondimento su questa controversa opera giovanile di Verdi.

I ben noti contrasti del compositore con la direzione scaligera determinarono l’allontanamento di Verdi da Milano dove tornò solo vent’anni dopo.

L’incontro mostra come la Giovanna d’Arco sia l’esempio più attuale del perenne oscillare tra innovazione e tradizione che accompagna la fortuna critica di un’opera d’arte, ponendosi perfettamente nel solco del tema tracciato quest’anno da Elda Cerchiari Necchi.

Emilio Sala, direttore scientifico dell’Istituto nazionale di Studi Verdiani, è professore associato di musicologia presso l’Università degli studi di Milano. Si occupa dei rapporti tra la musica e varie forme di spettacolo (opera, melologo, musiche di scena, cinema) in una prospettiva sia storico-filologica sia teorico-critica. Dal punto di vista cronologico i suoi interessi spaziano dal Seicento alla contemporaneità, con una particolare attenzione all’Ottocento romantico-popolare. Suoi saggi sono stati pubblicati in diversi volumi miscellanei (atti di convegno ecc.) e riviste specializzate italiane e straniere («Cambridge Opera Journal», «Musica e storia», «Musica/Realtà», «Opera Quarterly», «Orages», «Revue de Musicologie», «Saggiatore musicale», «Studi verdiani», ecc.). Del suo ultimo libro, Il valzer delle camelie. Echi di Parigi nella ‘Traviata’ (Torino, EDT, 2008), è appena stata pubblicata la versione inglese (The Sounds of Paris in Verdi’s ‘La traviata’, Cambridge University Press, 2013).

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Milano Mia al Museo Poldi Pezzoli

La casa-museo Poldi Pezzoli di Milano (via Manzoni 12) è uno dei luoghi più prestigiosi della città, non solo per l’eleganza degli ambienti e per l’alto livello delle opere d’arte, ma in quanto testimonia vocazione personale accoppiata a spirito di servizio pubblico. Proprio per questo Elda Cerchiari Necchi, presidente dell’omonima associazione, ha desiderato presentare in tale sede il volume Milano Mia: molti esempi attuali e passati di tale virtù civile sono infatti raccontati nel libro dagli stessi protagonisti.

Direttori di musei prima di tutto che non si limitano a tutelare materialmente un pubblico patrimonio, ma propongono ai cittadini aggiornate interpretazioni culturali; artisti che con la loro creatività donano all’umanità opere destinate a rappresentare una sempre rinnovata chiave di lettura della realtà; amici dei musei, solidale sostegno di questi valori; storici dell’arte consapevoli di quanto l’umana creatività rappresenti un bene irrinunciabile.

Annalisa Zanni, direttrice del Poldi Pezzoli, ha aperto l’incontro analizzando le tematiche del volume e ha continuato presentando al pubblico la natura morta di Luigi Scrosati (pittore che il nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli chiamò insieme al Bertini per decorare la sua casa), donata nel 2001 da Elda Cerchiari Necchi.

Non ha potuto partecipare alla presentazione, per motivi di salute, un’importante operatrice culturale la signora del restauro Pinin Brambilla Barcilon, a tutti nota per l’impegnativo lavoro compiuto sul Cenacolo di Leonardo Da Vinci. In Milano Mia viene citata per sottolineare come il suo metodo di restauro consenta di catturare il gesto creativo iniziale di un artista. A pagina 326 infatti si racconta come la sua relazione di restauro su alcune opere di Lucio Fontana riveli una precisa consapevolezza e un attento controllo da parte dell’artista dei “famigerati” buchi e tagli.

Il coordinatore dell’incontro, Stefano Zuffi, coautore di Milano Mia, storico dell’arte e vicepresidente degli Amici di Brera, ha dato la parola ad Aldo Bassetti, presidente degli Amici di Brera, che ha ricordato al pubblico sia i più recenti restauri del palazzo di Brera sostenuti dalla sua associazione sia le gravi difficoltà e incomprensioni che da parte ministeriale rendono arduo il lavoro degli operatori culturali. Purtroppo non sempre le ragioni della pubblica amministrazione coincidono con quel fondamentale obiettivo dei musei che è non solo la tutela fisica delle opere d’arte, ma anche l’indispensabile coinvolgimento di tutti i cittadini nei valori culturali che tale patrimonio rappresenta.

Elda Cerchiari Necchi a questo proposito ha sottolineato i gravi pericoli e le difficoltà che incombono sul Museo della Fotografia di Cinisello. Tale situazione è stata illustrata dal presidente degli Amici del Museo della Fotografia, Guido Venturini, collezionista di fotografia e attuale direttore di Confindustria Bergamo: nella sede del Museo è ospitato un ingente patrimonio fotografico che dovrebbe essere un vanto cittadino, al quale tuttavia mancano risorse economiche dovute anche allo smantellamento della Provincia di Milano.

Ha concluso la serata il vivace intervento di Fulvio Irace, storico dell’architettura e autore di alcune belle pagine di Milano Mia. Lodando la copertina del volume – nella quale compare una fotografia scattata da Chiara Rosati – ha sottolineato l’importanza di concedersi una passeggiata in città per scoprirne quel volto nascosto che troppo spesso la fretta e l’urgenza degli impegni di lavoro impediscono di percepire.

Un percorso che vi invitiamo a intraprendere piacevolmente con Milano Mia (ed. Polaris).

16 © Chiara Rosati
Foto di Chiara Rosati

 

 

MILANO MIA OSPITE DI BOOKCITY

Due gli appuntamenti con Milano Mia durante BOOKCITY la manifestazione di tre giorni (più uno dedicato alle scuole), durante la quale vengono promossi incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle nuove pratiche di lettura, a partire da libri antichi, nuovi e nuovissimi, dalle raccolte e biblioteche storiche pubbliche e private, dalle pratiche della lettura come evento individuale, ma anche collettivo.

Venerdì 23 ottobre 2015

alle ore 18.30

MILANO, LA CITTA’ CHE CAMBIA

Spazio ex Fornace

Alzaia Naviglio Pavese 16

In cui interverranno

l’autrice del volume MILANO MIA (ed. POLARIS) Elda Cerchiari Necchi,
 la curatrice Chiara Rosati e, tra i coautori,
 l’attore Manuel Ferreira e Roberto Monelli.

Letture di Brunella Bracardi

Modera l’incontro Alessia Biasotto.

A cura dell’Associazione Museolab6

Sabato 24 ottobre 2015

alle ore 10

MILANO CURIOSA, parlare della città ai bambini attraverso guide, mappe e storie.

Biblioteca Sormani, Sala del Grechetto

In cui interverranno

Paola Bocci, Presidente Commissione Cultura del Comune di Milano

Sara Dania, ItalyforKids

Elda Cerchiari Necchi e Chiara Rosati, Milano Mia ed. Polaris

Lidia Labianca, La mia Milano, ed. Electa Kids

Patrizia Zelioli, Milano Mille Storie – ed. Babalibri.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Sedi suggestive, inserite nel cuore della nostra città, per presentare in occasione di Bookcity alcuni risvolti curiosi del volume “11064596_1039410036093141_4155668285820586760_oMilano Mia. La città come non è mai stata raccontata”.

Nel primo caso, attraverso un racconto sulla genesi del volume e l’evoluzione di Zona Tortona, che dismessi i panni industriali veste oggi quelli della moda, del design e della cultura, vedremo come l’identità di varie zone della città si confronta con i cambiamenti in atto.

Nel secondo appuntamento, organizzato dal Comune di Milano – Presidenza della Commissione Cultura, scopriremo accanto ad autori di storie per l’infanzia come, seguendo il filo rosso del nostro volume, si dispieghi il dialogo tra generazioni e storie che fanno da sempre di Milano (l’antica Mediolanum) quel crocevia di percorsi che significa armonia degli opposti e capacità di mediazione.

Presentazione Milano Mia. Libreria La Tramite

Giovedì 11 giugno dalle ore 18 alle 20

Libreria La Tramite, Piazzale Medaglie d’Oro 3, Milano

Presentazione del libro

“Milano Mia – La città come non è mai stata raccontata”locandina_milano mia

(Casa Editrice Polaris)

di Elda Cerchiari Necchi

a cura di Chiara Rosati

Intervengono:

Elda Cerchiari Necchi, Chiara Rosati, Valeria Montaldi, Vittorio Agnoletto 

La libreria indipendente La Tramite ospita la presentazione di un libro prezioso, “Milano mia”, dedicato a una città “come non è mai stata raccontata”. Un progetto voluto da Elda Cerchiari Necchi, curato da Chiara Rosati e pubblicato dalla Casa Editrice Polaris.

L’autrice Elda Cerchiari Necchi ha assunto il ruolo di “committente” richiedendo questi esclusivi contributi a una quarantina di personaggi con i quali ha condiviso momenti importanti di vita e di lavoro. Lei stessa, insieme alla curatrice Chiara Rosati, ha riordinato tutto il materiale in sequenze significative incorniciate con personali commenti e ricordi milanesi.

Viene così svelata la versione più intima e inedita di Milano: dal cinema al teatro, dall’arte all’architettura, dalla musica al fumetto, dal design alla moda, dalla letteratura alla fotografia fino all’impegno sociale.

Valeria Montaldi e Vittorio Agnoletto, due tra gli autori del volume, ci accompagnano a scoprire racconti di vita, fantasie e passeggiate speciali che tratteggiano con vive pennellate il volto locale e internazionale di Milano, che desideriamo condividere con il pubblico dei lettori.

“Milano Mia” è un romanzo avvincente sul filo della memoria e delle emozioni, ma è anche una guida pratica che suggerisce ai visitatori un altro modo per scoprire e apprezzare la città, seguendo itinerari sorprendenti. Anche per i milanesi.

Elda Cerchiari Necchi, nata a Genova nel 1924, si è trasferita a Milano agli inizi degli anni Trenta. Laureatasi in storia dell’arte alla Statale, ha insegnato questa disciplina in varie città lombarde e, infine, per vent’anni al Liceo classico Berchet di Milano. Basilari i due manuali di storia dell’arte realizzati l’uno con Liana Castelfranchi, l’altro con Pierluigi De Vecchi. I molteplici rapporti di Elda con i mondi dell’editoria e delle attività artistiche le hanno consentito una conoscenza sempre più articolata e diretta degli ambienti culturali milanesi. Era quindi forse inevitabile l’ideazione di questo volume, nel quale i suoi ricordi personali si intrecciano con gli scritti elaborati da un variegato gruppo di amici ed ex allievi: questo progetto si è avverato grazie al sostegno, alla sensibilità e alle intelligenti idee di Chiara Rosati.

Chiara Rosati progetta e organizza eventi culturali, cura mostre, è incuriosita dai colori che ci sono nel bianco e nero, vorrebbe vivere viaggiando, il suo elemento naturale è l’acqua e ama da sempre Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

Valeria Montaldi giornalista e scrittrice, vive a Milano. Ha scritto Il mercante di lana (2001), Il signore del falco (2003), Il monaco inglese (2006), Il manoscritto dell’imperatore (2008), La ribelle (2011), La prigioniera del silenzio (2013). Due volte finalista al Premio Bancarella, ha ricevuto altri prestigiosi riconoscimenti letterari. Tutti i suoi romanzi sono tradotti all’estero.

Vittorio Agnoletto medico del lavoro, insegna Globalizzazione e Politiche della Salute all’Università di Milano. Collabora con Libera, partecipa al Consiglio del Forum Sociale Mondiale. Fondatore della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (LILA), è stato membro della Commissione AIDS. Nel 2001 portavoce del Genoa Social Forum. Conduce a Radio Popolare la trasmissione “37 e 2” sulla disabilità.

Gli autori

Maurizio Nichetti ❘ Andrea Chimento ❘ Marco Bona Castellotti ❘ Marta Boneschi ❘ Mariateresa Chirico ❘Vittorio Agnoletto ❘ Stefano Zuffi ❘ Massimiliano Sossella ❘ Emanuela Daffra ❘ Paolo Biscottini ❘ Giulia Benati ❘ Antonello Negri ❘ Luca Carra ❘ Mario Maffi ❘ Chiara Rosati ❘ Adriano Altamira ❘ Fulvio Irace ❘ Anty Pansera ❘ Valeria Montaldi ❘ Massimo Navone ❘Cristina Mattea ❘ Emilio Sala ❘ Federico Pistone ❘ Lydia Cevidalli ❘ Gianfranco Manfredi ❘ Paolo Volorio ❘ Marco Carminati ❘ Pia Quarzo Cerina ❘Paola Bonini ❘ Roberto Monelli ❘ Roberta Valtorta ❘ Paola Mattioli ❘ Alberto Munari ❘Aldo Bassetti ❘ Luisa Toeschi ❘ Giulia Maria Mozzoni Crespi ❘ Roberta Cucca ❘ Elena Lolli ❘ Manuel Ferreira

Ufficio stampa Associazione Elda Cerchiari Necchi:

Erica Prous – cell. 347 12 00 420 – studio@ericaprous.com

 Ufficio stampa Polaris:

Anna Maspero – cell. 347 36 76 162 – ufficiostampa@polariseditore.it

MILANO MIA. La città come non è mai stata raccontata. Polaris Editore

Giovedì 28 maggio 2015

dalle ore 18.30 alle 21.30

Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 12_ Milano

Presentazione del volume

“Milano Mia – La città come non è mai stata raccontata”

(Casa Editrice Polaris)

di Elda Cerchiari Necchi

a cura di Chiara Rosati

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con l’amichevole partecipazione dei protagonisti del volume:

Maurizio Nichetti ❘ Andrea Chimento ❘ Marco Bona Castellotti ❘ Marta Boneschi ❘ Mariateresa Chirico ❘Vittorio Agnoletto ❘ Stefano Zuffi ❘ Massimiliano Sossella ❘ Emanuela Daffra ❘ Paolo Biscottini ❘ Giulia Benati ❘ Antonello Negri ❘ Luca Carra ❘ Mario Maffi ❘ Chiara Rosati ❘ Adriano Altamira ❘ Fulvio Irace ❘ Anty Pansera ❘ Valeria Montaldi ❘ Massimo Navone ❘Cristina Mattea ❘ Emilio Sala ❘ Federico Pistone ❘ Lydia Cevidalli ❘ Gianfranco Manfredi ❘ Paolo Volorio ❘ Marco Carminati ❘ Pia Quarzo Cerina ❘Paola Bonini ❘ Roberto Monelli ❘ Roberta Valtorta ❘ Paola Mattioli ❘ Alberto Munari ❘Aldo Bassetti ❘ Luisa Toeschi ❘ Giulia Maria Mozzoni Crespi ❘ Roberta Cucca ❘ Elena Lolli ❘ Manuel Ferreira

Una location prestigiosa, Villa Necchi Campiglio, per presentare (e festeggiare) un libro prezioso, “Milano mia”, dedicato a una città “come non è mai stata raccontata”. Un progetto voluto e realizzato da Elda Cerchiari Necchi, curato da Chiara Rosati e pubblicato dalla Casa Editrice Polaris.

Quaranta protagonisti della vita sociale e culturale svelano la versione più intima e inedita di Milano: dal cinema al teatro, dall’arte all’architettura, dalla musica al fumetto, dal design alla moda, dalla letteratura alla fotografia fino all’impegno sociale.

Milano come set cinematografico raccontato dal regista Maurizio Nichetti, Milano da scoprire (e riscoprire) con il direttore delle Raccolte della Veneranda Fabbrica del Duomo Giulia Benati, l’artista Gianfranco Manfredi e lo studioso di culture urbane Mario Maffi, delle giornaliste-scrittrici Marta Boneschi e Valeria Montaldi e altri professionisti innamorati della loro città che danno vita a racconti, fantasie e passeggiate speciali in una metropoli che è molto più di Expo.

L’autrice Elda Cerchiari Necchi ha assunto il ruolo di “committente” richiedendo questi esclusivi contributi ad amici con i quali ha condiviso momenti importanti di vita e di lavoro. Lei stessa, insieme alla curatrice Chiara Rosati, ha riordinato tutto il materiale in sequenze significative incorniciate con personali commenti e ricordi milanesi.

“Milano Mia” è un romanzo avvincente sul filo della memoria e delle emozioni, ma è anche una guida pratica che suggerisce ai visitatori un altro modo per scoprire e apprezzare la città, seguendo itinerari sorprendenti. Anche per i milanesi.

Elda Cerchiari Necchi, nata a Genova nel 1924, si è trasferita a Milano agli inizi degli anni Trenta. Laureatasi in storia dell’arte alla Statale, ha insegnato questa disciplina in varie città lombarde e, infine, per vent’anni al Liceo classico Berchet di Milano. Basilari i due manuali di storia dell’arte realizzati l’uno con Liana Castelfranchi, l’altro con Pierluigi De Vecchi. I molteplici rapporti di Elda con i mondi dell’editoria e delle attività artistiche le hanno consentito una conoscenza sempre più articolata e diretta degli ambienti culturali milanesi. Era quindi forse inevitabile l’ideazione di questo volume, nel quale i suoi ricordi personali si intrecciano con gli scritti elaborati da un variegato gruppo di amici ed ex allievi: questo progetto si è avverato grazie al sostegno, alla sensibilità e alle intelligenti idee di Chiara Rosati.

Chiara Rosati progetta e organizza eventi culturali, cura mostre, è incuriosita dai colori che ci sono nel bianco e nero, vorrebbe vivere viaggiando, il suo elemento naturale è l’acqua e ama da sempre Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.