Archivio mensile:marzo 2015

Ringraziamenti a tutto lo staff!

Care amiche e cari amici,

l’ultimo incontro di Poliedrica di lunedì 16 marzo è stato per me particolarmente intenso ed emozionante. Perciò, a distanza di una settimana, vorrei  fare e condividere con voi – come in altre occasioni – un’esplorazione “dietro le quinte”.

In effetti questa espressione convenzionale del mondo dello spettacolo allude a una ricchezza di contributi umani che mi preme elencare.

Il lavoro più importante svolto per la mia Associazione ha due nomi: Chiara Rosati ed Erica Prous, non solo due competenti professioniste, ma anche due grandi amiche che hanno saputo trasformare un progetto vago in una realtà multiforme e ricca di forza comunicativa.

Non basta! Come in un qualsiasi organismo vivente questa realtà progettata ha una rete di connessioni estremamente varia e gode di innumerevoli impegni professionali che restano nascosti al grande pubblico…per questo vorrei citare e ringraziare tutti quanti hanno operato all’interno dello Spazio Oberdan in un momento particolarmente problematico, dall’Assessore all’impareggiabile Antonio!

Spazio Oberdan

E che dire del grafico e di tutti coloro (da Gina, ad Anna, a Nino) che si sono impegnati nella diffusione concreta di notizie e materiali.

Vorrei anche ringraziare il mondo della carta stampata, del web e radiofonico e della comunicazione in genere, dai giornalisti a tutti coloro che sono stati per noi collaboratori preziosi e indispensabili.

Gallerie d'Italia esterno 2

Vorrei concludere dicendo che tutti quanti noi cittadini dobbiamo essere grati a quella capacità civile di collaborazione e integrazione che ci permette di usare nel modo più appropriato il termine “cultura”.

conservatorio-verdi

A presto! Vi terremo aggiornati sui nostri nuovi traguardi

Elda Cerchiari Necchi

 

 

 

Annunci

POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’_ Ultimo incontro. Lunedì 16 marzo, ore 18

Lunedì 16 marzo alle ore 18 allo Spazio Oberdan ultimo incontro del ciclo ideato da Elda Cerchiari Necchi e curato da Chiara Rosati, dal titolo:  “Poliedrica. Ritratto di città” con Elda Cerchiari Necchi, Marco Carminati e Manuel Ferreira.

Ingresso libero.

In collaborazione con Città metropolitana di Milano, con il Patrocinio del Comune di Milano, il contributo di Gallerie d’Italia e con la partecipazione straordinaria del Conservatorio G. Verdi di Milano.

In occasione dell’ultimo incontro torna Marco Carminati, giornalista responsabile delle pagine d’Arte della Domenica del Sole 24 Ore, già noto al nostro pubblico per la brillante serata dedicata alla Gioconda, che ripercorrerà alcuni passaggi fondamentali del ciclo Poliedrica che si è contraddistinto per le contaminazioni tra le arti, preannunciando stimolanti novità nel paesaggio culturale milanese.

Milano è stata al centro di una riflessione e possiamo senz’altro concludere che non si è trattato di una sterile celebrazione. La nostra città è da sempre un importante centro propulsivo e di aggregazione e un luogo di incontro tra genti e culture diverse.

Con lo stesso spirito sta nascendo la guida “Milano Mia” un progetto editoriale di Elda Cerchiari Necchi a cura di Chiara Rosati, che raggruppa tanti personaggi di cui abbiamo sentito la voce nel corso degli incontri dell’Associazione e molti altri ancora.

Lunedì 16 in una piacevole chiacchierata tra Elda Cerchiari Necchi e Marco Carminati, si introdurranno anche i temi della guida in uscita ai primi di maggio, edita da Polaris.

Una piccola anticipazione che nulla toglierà alla scoperta delle molteplici sezioni di un testo non convenzionale, che ci accompagnerà in un tour inedito per strade e quartieri della città.

“Crediamo nella cultura e nei valori e benefici che essa procura. Ci crediamo al punto da pensare, anche in questi momenti densi di ombre, che la nostra città vada percorsa tenendo – anche nel cuore – una mappa di luoghi e protagonisti che, legando il presente al passato, ci proiettino verso il futuro”.

Accompagnerà la serata Manuel Ferreira, attore e autore della compagnia teatrale Alma Rosé, che presenterà il monologo “Canto per la Città” scritto con Elena Lolli. Come in un dialogo amoroso si snodano le contraddizioni di un rapporto difficile e controverso di cui, però, non possiamo fare a meno.

Fondamentale per l’identità multiculturale di questa serata l’apporto poliedrico di un gruppo affermato di musica klezmer, canzone yiddish e sefardì, coordinato da Lydia Cevidalli, nota violinista e autrice di un  testo scritto per la guida “Milano Mia” dedicato alla vitalità musicale di una scuola di prestigio internazionale come il Conservatorio di Milano.

La musica klezmer si è nutrita, nel corso dei secoli, dei linguaggi e delle culture di diversi paesi. Le tradizioni musicali di Polonia, Romania, Russia e Ucraina rivivono in questa musica, coniugate a una religiosità molto espressiva. E’ una musica che ha attraversato terre, conosciuto civiltà, culture e suoni diversi, e ha fatto sue tali suggestioni integrandole in uno stile perfettamente riconoscibile, diventando espressione di pluralismo e dunque sinonimo di libertà.

Invito 16.3 def

POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’_ Ottavo incontro. Lunedì 2 marzo, ore 18

Lunedì 2 marzo alle ore 18 allo Spazio Oberdan prosegue il ciclo POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’, ideato da Elda Cerchiari Necchi e curato da Chiara Rosati, con un incontro dal titolo:  “Perché la Gioconda è così famosa?” con Marco Carminati.

In collaborazione con Città metropolitana di Milano, con il Patrocinio del Comune di Milano, il contributo di Gallerie d’Italia e con la partecipazione straordinaria del Conservatorio G. Verdi di Milano.

Marco Carminati,  giornalista responsabile delle pagine d’Arte della Domenica del Sole 24 Ore, ci fa scoprire come la Gioconda sia divenuta nel XX secolo il quadro più famoso al mondo. Saremo trascinati a seguire le vicende rocambolesche e divertenti che hanno reso questo ritratto di donna, misterioso ed enigmatico, una vera e propria attrazione.

Il racconto parte dal momento in cui venne dipinta a Firenze nel 1503 da Leonardo da Vinci: è il ritratto di Lisa Gherardini, moglie di Francesco Bartolomeo del Giocondo. L’opera, incompiuta, resta in possesso del suo autore che la tiene sempre con sé, venendo forse a far parte alla sua morte dell’eredità del Salaino. Per molto tempo è stata esposta a Fontainebleau e Versailles, negli uffici del Direttore del Palazzo. Con la Rivoluzione Francese è stata poi portata al Louvre.

Il quadro non ha particolare notorietà fino al 1911 quando Vincenzo Peruggia, imbianchino italiano impiegato al museo, lo ruba portandolo  con sé in tram fino a casa, ritenendo erroneamente che il dipinto sia stato portato via dall’Italia in epoca napoleonica. Di questo furto parlano tutti i giornali del mondo. E’ il primo esempio di notorietà creata dai media che amplificano la notizia e seguono le complesse ricerche del dipinto. Qui cominciano anche i “pellegrinaggi” al Louvre…in un primo momento per vedere solo il chiodo a cui era stata appesa!

Nel 1913 Peruggia, in difficoltà economiche, decide di scrivere ad alcuni antiquari fiorentini proponendo di restituirlo a fronte di un rimborso spese! Una volta recuperata, la Gioconda compie un vero e proprio tour espositivo in varie sedi italiane. Torna infine al Louvre, trasportata e protetta con cura, soprattutto durante le guerre, per timore di danneggiamenti e attentati.

In tempo di pace molte polemiche hanno riguardato i suoi trasferimenti. J.F. Kennedy riesce a intercedere per farsela prestare ed esporla nel 1962 alla National Gallery e al Metropolitan Museum di  New York. In questa occasione la Gioconda viaggia prima per mare, poi su un’ambulanza (ritenuta alla fine il mezzo più sicuro per farla circolare!). Nel 1974 la Gioconda viene esposta in Giappone, con una sosta, al suo rientro, in Russia riuscendo a superare le barriere della Cortina di Ferro.

Durante il nostro incontro viene analizzata anche la sua fortuna critica che la rende una vera e propria icona pop: rielaborata e riproposta da grandi artisti come Marcel Duchamp, Andy Warhol e Botero approda più volte alla pubblicità, in numerose versioni e copie realistiche o irriverenti. Un esempio di tam-tam mediatico che porta quest’opera a surclassare altri capolavori assoluti della storia dell’arte.

Cosa lega, infine, la Gioconda al nostro territorio? E’ passata da Milano sia accanto al suo autore, sia ai tempi del furto e certo è assai meno noto che la preziosa teca che oggi la contiene è stata realizzata a Trezzano sul Naviglio!

In occasione di questo incontro di POLIEDRICA ascolteremo Simone Rinaldo, allievo del Conservatorio di Milano, che esegue alla chitarra: “Variations a travers les siècles, di Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) e “Quatre pièces brèves” di Frank Martin (1890-1974).

Invito Poliedrica 2.3