POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’_ Ottavo incontro. Lunedì 2 marzo, ore 18

Lunedì 2 marzo alle ore 18 allo Spazio Oberdan prosegue il ciclo POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’, ideato da Elda Cerchiari Necchi e curato da Chiara Rosati, con un incontro dal titolo:  “Perché la Gioconda è così famosa?” con Marco Carminati.

In collaborazione con Città metropolitana di Milano, con il Patrocinio del Comune di Milano, il contributo di Gallerie d’Italia e con la partecipazione straordinaria del Conservatorio G. Verdi di Milano.

Marco Carminati,  giornalista responsabile delle pagine d’Arte della Domenica del Sole 24 Ore, ci fa scoprire come la Gioconda sia divenuta nel XX secolo il quadro più famoso al mondo. Saremo trascinati a seguire le vicende rocambolesche e divertenti che hanno reso questo ritratto di donna, misterioso ed enigmatico, una vera e propria attrazione.

Il racconto parte dal momento in cui venne dipinta a Firenze nel 1503 da Leonardo da Vinci: è il ritratto di Lisa Gherardini, moglie di Francesco Bartolomeo del Giocondo. L’opera, incompiuta, resta in possesso del suo autore che la tiene sempre con sé, venendo forse a far parte alla sua morte dell’eredità del Salaino. Per molto tempo è stata esposta a Fontainebleau e Versailles, negli uffici del Direttore del Palazzo. Con la Rivoluzione Francese è stata poi portata al Louvre.

Il quadro non ha particolare notorietà fino al 1911 quando Vincenzo Peruggia, imbianchino italiano impiegato al museo, lo ruba portandolo  con sé in tram fino a casa, ritenendo erroneamente che il dipinto sia stato portato via dall’Italia in epoca napoleonica. Di questo furto parlano tutti i giornali del mondo. E’ il primo esempio di notorietà creata dai media che amplificano la notizia e seguono le complesse ricerche del dipinto. Qui cominciano anche i “pellegrinaggi” al Louvre…in un primo momento per vedere solo il chiodo a cui era stata appesa!

Nel 1913 Peruggia, in difficoltà economiche, decide di scrivere ad alcuni antiquari fiorentini proponendo di restituirlo a fronte di un rimborso spese! Una volta recuperata, la Gioconda compie un vero e proprio tour espositivo in varie sedi italiane. Torna infine al Louvre, trasportata e protetta con cura, soprattutto durante le guerre, per timore di danneggiamenti e attentati.

In tempo di pace molte polemiche hanno riguardato i suoi trasferimenti. J.F. Kennedy riesce a intercedere per farsela prestare ed esporla nel 1962 alla National Gallery e al Metropolitan Museum di  New York. In questa occasione la Gioconda viaggia prima per mare, poi su un’ambulanza (ritenuta alla fine il mezzo più sicuro per farla circolare!). Nel 1974 la Gioconda viene esposta in Giappone, con una sosta, al suo rientro, in Russia riuscendo a superare le barriere della Cortina di Ferro.

Durante il nostro incontro viene analizzata anche la sua fortuna critica che la rende una vera e propria icona pop: rielaborata e riproposta da grandi artisti come Marcel Duchamp, Andy Warhol e Botero approda più volte alla pubblicità, in numerose versioni e copie realistiche o irriverenti. Un esempio di tam-tam mediatico che porta quest’opera a surclassare altri capolavori assoluti della storia dell’arte.

Cosa lega, infine, la Gioconda al nostro territorio? E’ passata da Milano sia accanto al suo autore, sia ai tempi del furto e certo è assai meno noto che la preziosa teca che oggi la contiene è stata realizzata a Trezzano sul Naviglio!

In occasione di questo incontro di POLIEDRICA ascolteremo Simone Rinaldo, allievo del Conservatorio di Milano, che esegue alla chitarra: “Variations a travers les siècles, di Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) e “Quatre pièces brèves” di Frank Martin (1890-1974).

Invito Poliedrica 2.3