Archivio mensile:marzo 2017

POLIEDRICO ITINERARIO tra Creatività e Antropologia

Creare, Distruggere, Condividere

Gli incontri a ingresso libero organizzati dall’Associazione Elda Cerchiari Necchi dal titolo “POLIEDRICO ITINERARIO” proseguono con altri tre appuntamenti ideati in collaborazione con il Dipartimento di Filosofia dell’Università degli Studi di Milano.

Curati da Stefano Allovio e Chiara Rosati, saranno dedicati alle connessioni tra Creatività e Antropologia e si terranno il 28 marzo, il 4 aprile e l’11 aprile, sempre alle ore 17 presso una prestigiosa sede dell’Ateneo: Palazzo Greppi in Via Sant’Antonio 8.

Le culture sono al contempo spazi di condivisione e di intimità. La conoscenza e la conseguente valorizzazione dei patrimoni culturali locali non possono prescindere dunque da un profondo rispetto per il senso profondo dell’oggetto osservato e da come localmente si pensano i patrimoni.

Non sempre il nostro punto di vista coincide con quello adottato in altre culture e non sempre l’originalità delle forme creative è dovuta a un processo spontaneo.

Pensiamo, per esempio, al gusto e alla curiosità per materiali “esotici” in epoca coloniale, che hanno influenzato il mercato locale sulla base delle richieste di collezionisti e musei europei. Condividere si è spesso tradotto in un semplice “portare altrove”, quindi fuori dal proprio contesto.

In questi incontri scopriamo aspetti che non ci saremmo aspettati, imparando a declinare in modo diverso i concetti di creazione, distruzione e condivisione.

In molte società risulta complesso fare distinzioni tra beni naturali e culturali, tra artefatti dotati di materialità e beni immateriali. Le stesse pratiche distruttive potrebbero essere culturalmente significative e la creazione pensata come un processo continuo e mai finito.

Visto dalla prospettiva dell’antropologo, insomma, il campo della creatività è estremamente complesso e difficilmente si presta all’applicazione univoca di nozioni quali “autenticità”, “originalità culturale”, “patrimonio da conservare”.

Dal punto di vista della storia dell’arte occidentale – che ci illustra Elda Cerchiari Necchi con brevi, ma illuminanti interventi – si creano molti agganci a sorpresa tra creazioni e loro significati, fondamentali nell’attuale clima di globalizzazione.

Martedì 28 marzo ore 17

Stefano Allovio, Luca Ciabarri

“Benedetta distruzione!”

In non poche società, la dissoluzione e la distruzione sono percepite come eventi necessari e culturalmente significativi. Per esempio, in alcune aree dell’Africa sub-sahariana, con il sopraggiungere della morte, gli artefatti connessi al defunto sono distrutti o vengono “ricreati” come oggetti inalienabili. Le distruzioni culturalmente programmate sono in certi casi connesse ai processi di trasmissione delle ricchezze e dei valori attraverso le generazioni.

 Martedì 4 aprile ore 17

Gaetano Mangiameli

“Case vive: una creazione continua”

In Ghana e in Burkina Faso la popolazione kassena ha elaborato, in modo originale, azioni e idee attorno ai concetti di creazione, conservazione e distruzione. Questo è particolarmente evidente se si osservano le loro abitazioni: vere fortezze di fango che si configurano come case in continuo divenire, calate nell’ambiente e nella storia della regione.

Martedì 11 aprile ore 17

Adriano Favole 

“Tatuaggi, artefatti e giardini”

Attraverso la narrazione di alcuni eventi storici accaduti in Polinesia ai tempi dell’arrivo dei primi missionari, scopriamo oggetti e pratiche che si prestano a diventare come dei “ponti” tra culture diverse e altri che si ritagliano invece spazi di “protezione” e intimità.

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