Giovanna D’Arco 150 anni dopo

Proseguono gli incontri organizzati dall’Associazione Elda Cerchiari Necchi dal titolo “POLIEDRICO ITINERARIO TRA AVANGUARDIE E TRADIZIONI”, ideati da Elda Cerchiari Necchi e curati da Chiara Rosati.

Sempre all’insegna della multidisciplinarità, il ciclo, che si svilupperà fino a primavera inoltrata, offre esempi attuali dei più svariati linguaggi espressivi.

In occasione del prossimo incontro in collaborazione con laVerdi dal titolo “GIOVANNA D’ARCO 150 ANNI DOPO”, che si tiene il 22 dicembre alle ore 18.30 presso il M.A.C. – (Piazza Tito Lucrezio Caro 1) – EMILIO SALA, noto musicologo e direttore dell’Istituto nazionale di Studi Verdiani, commenta uno dei più importanti eventi culturali del mese di dicembre, cioè l’inaugurazione della stagione Scaligera con l’opera Giovanna d’Arco di Giuseppe Verdi, diretta da Riccardo Chailly.

Gli appassionati di musica operistica sanno bene come questa scelta rappresenti non tanto un ritorno al passato quanto una novità, visto che l’ultima rappresentazione di tale opera risale al 1865.

I complessi aspetti di questa singolare vicenda musicale saranno il tema scelto dal relatore Emilio  Sala, che ci illustrerà il suo personale approfondimento su questa controversa opera giovanile di Verdi.

I ben noti contrasti del compositore con la direzione scaligera determinarono l’allontanamento di Verdi da Milano dove tornò solo vent’anni dopo.

L’incontro mostra come la Giovanna d’Arco sia l’esempio più attuale del perenne oscillare tra innovazione e tradizione che accompagna la fortuna critica di un’opera d’arte, ponendosi perfettamente nel solco del tema tracciato quest’anno da Elda Cerchiari Necchi.

Emilio Sala, direttore scientifico dell’Istituto nazionale di Studi Verdiani, è professore associato di musicologia presso l’Università degli studi di Milano. Si occupa dei rapporti tra la musica e varie forme di spettacolo (opera, melologo, musiche di scena, cinema) in una prospettiva sia storico-filologica sia teorico-critica. Dal punto di vista cronologico i suoi interessi spaziano dal Seicento alla contemporaneità, con una particolare attenzione all’Ottocento romantico-popolare. Suoi saggi sono stati pubblicati in diversi volumi miscellanei (atti di convegno ecc.) e riviste specializzate italiane e straniere («Cambridge Opera Journal», «Musica e storia», «Musica/Realtà», «Opera Quarterly», «Orages», «Revue de Musicologie», «Saggiatore musicale», «Studi verdiani», ecc.). Del suo ultimo libro, Il valzer delle camelie. Echi di Parigi nella ‘Traviata’ (Torino, EDT, 2008), è appena stata pubblicata la versione inglese (The Sounds of Paris in Verdi’s ‘La traviata’, Cambridge University Press, 2013).

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Milano Mia al Museo Poldi Pezzoli

La casa-museo Poldi Pezzoli di Milano (via Manzoni 12) è uno dei luoghi più prestigiosi della città, non solo per l’eleganza degli ambienti e per l’alto livello delle opere d’arte, ma in quanto testimonia vocazione personale accoppiata a spirito di servizio pubblico. Proprio per questo Elda Cerchiari Necchi, presidente dell’omonima associazione, ha desiderato presentare in tale sede il volume Milano Mia: molti esempi attuali e passati di tale virtù civile sono infatti raccontati nel libro dagli stessi protagonisti.

Direttori di musei prima di tutto che non si limitano a tutelare materialmente un pubblico patrimonio, ma propongono ai cittadini aggiornate interpretazioni culturali; artisti che con la loro creatività donano all’umanità opere destinate a rappresentare una sempre rinnovata chiave di lettura della realtà; amici dei musei, solidale sostegno di questi valori; storici dell’arte consapevoli di quanto l’umana creatività rappresenti un bene irrinunciabile.

Annalisa Zanni, direttrice del Poldi Pezzoli, ha aperto l’incontro analizzando le tematiche del volume e ha continuato presentando al pubblico la natura morta di Luigi Scrosati (pittore che il nobile Gian Giacomo Poldi Pezzoli chiamò insieme al Bertini per decorare la sua casa), donata nel 2001 da Elda Cerchiari Necchi.

Non ha potuto partecipare alla presentazione, per motivi di salute, un’importante operatrice culturale la signora del restauro Pinin Brambilla Barcilon, a tutti nota per l’impegnativo lavoro compiuto sul Cenacolo di Leonardo Da Vinci. In Milano Mia viene citata per sottolineare come il suo metodo di restauro consenta di catturare il gesto creativo iniziale di un artista. A pagina 326 infatti si racconta come la sua relazione di restauro su alcune opere di Lucio Fontana riveli una precisa consapevolezza e un attento controllo da parte dell’artista dei “famigerati” buchi e tagli.

Il coordinatore dell’incontro, Stefano Zuffi, coautore di Milano Mia, storico dell’arte e vicepresidente degli Amici di Brera, ha dato la parola ad Aldo Bassetti, presidente degli Amici di Brera, che ha ricordato al pubblico sia i più recenti restauri del palazzo di Brera sostenuti dalla sua associazione sia le gravi difficoltà e incomprensioni che da parte ministeriale rendono arduo il lavoro degli operatori culturali. Purtroppo non sempre le ragioni della pubblica amministrazione coincidono con quel fondamentale obiettivo dei musei che è non solo la tutela fisica delle opere d’arte, ma anche l’indispensabile coinvolgimento di tutti i cittadini nei valori culturali che tale patrimonio rappresenta.

Elda Cerchiari Necchi a questo proposito ha sottolineato i gravi pericoli e le difficoltà che incombono sul Museo della Fotografia di Cinisello. Tale situazione è stata illustrata dal presidente degli Amici del Museo della Fotografia, Guido Venturini, collezionista di fotografia e attuale direttore di Confindustria Bergamo: nella sede del Museo è ospitato un ingente patrimonio fotografico che dovrebbe essere un vanto cittadino, al quale tuttavia mancano risorse economiche dovute anche allo smantellamento della Provincia di Milano.

Ha concluso la serata il vivace intervento di Fulvio Irace, storico dell’architettura e autore di alcune belle pagine di Milano Mia. Lodando la copertina del volume – nella quale compare una fotografia scattata da Chiara Rosati – ha sottolineato l’importanza di concedersi una passeggiata in città per scoprirne quel volto nascosto che troppo spesso la fretta e l’urgenza degli impegni di lavoro impediscono di percepire.

Un percorso che vi invitiamo a intraprendere piacevolmente con Milano Mia (ed. Polaris).

16 © Chiara Rosati
Foto di Chiara Rosati

 

 

MILANO MIA OSPITE DI BOOKCITY

Due gli appuntamenti con Milano Mia durante BOOKCITY la manifestazione di tre giorni (più uno dedicato alle scuole), durante la quale vengono promossi incontri, presentazioni, dialoghi, letture ad alta voce, mostre, spettacoli, seminari sulle nuove pratiche di lettura, a partire da libri antichi, nuovi e nuovissimi, dalle raccolte e biblioteche storiche pubbliche e private, dalle pratiche della lettura come evento individuale, ma anche collettivo.

Venerdì 23 ottobre 2015

alle ore 18.30

MILANO, LA CITTA’ CHE CAMBIA

Spazio ex Fornace

Alzaia Naviglio Pavese 16

In cui interverranno

l’autrice del volume MILANO MIA (ed. POLARIS) Elda Cerchiari Necchi,
 la curatrice Chiara Rosati e, tra i coautori,
 l’attore Manuel Ferreira e Roberto Monelli.

Letture di Brunella Bracardi

Modera l’incontro Alessia Biasotto.

A cura dell’Associazione Museolab6

Sabato 24 ottobre 2015

alle ore 10

MILANO CURIOSA, parlare della città ai bambini attraverso guide, mappe e storie.

Biblioteca Sormani, Sala del Grechetto

In cui interverranno

Paola Bocci, Presidente Commissione Cultura del Comune di Milano

Sara Dania, ItalyforKids

Elda Cerchiari Necchi e Chiara Rosati, Milano Mia ed. Polaris

Lidia Labianca, La mia Milano, ed. Electa Kids

Patrizia Zelioli, Milano Mille Storie – ed. Babalibri.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Sedi suggestive, inserite nel cuore della nostra città, per presentare in occasione di Bookcity alcuni risvolti curiosi del volume “11064596_1039410036093141_4155668285820586760_oMilano Mia. La città come non è mai stata raccontata”.

Nel primo caso, attraverso un racconto sulla genesi del volume e l’evoluzione di Zona Tortona, che dismessi i panni industriali veste oggi quelli della moda, del design e della cultura, vedremo come l’identità di varie zone della città si confronta con i cambiamenti in atto.

Nel secondo appuntamento, organizzato dal Comune di Milano – Presidenza della Commissione Cultura, scopriremo accanto ad autori di storie per l’infanzia come, seguendo il filo rosso del nostro volume, si dispieghi il dialogo tra generazioni e storie che fanno da sempre di Milano (l’antica Mediolanum) quel crocevia di percorsi che significa armonia degli opposti e capacità di mediazione.

Presentazione Milano Mia. Libreria La Tramite

Giovedì 11 giugno dalle ore 18 alle 20

Libreria La Tramite, Piazzale Medaglie d’Oro 3, Milano

Presentazione del libro

“Milano Mia – La città come non è mai stata raccontata”locandina_milano mia

(Casa Editrice Polaris)

di Elda Cerchiari Necchi

a cura di Chiara Rosati

Intervengono:

Elda Cerchiari Necchi, Chiara Rosati, Valeria Montaldi, Vittorio Agnoletto 

La libreria indipendente La Tramite ospita la presentazione di un libro prezioso, “Milano mia”, dedicato a una città “come non è mai stata raccontata”. Un progetto voluto da Elda Cerchiari Necchi, curato da Chiara Rosati e pubblicato dalla Casa Editrice Polaris.

L’autrice Elda Cerchiari Necchi ha assunto il ruolo di “committente” richiedendo questi esclusivi contributi a una quarantina di personaggi con i quali ha condiviso momenti importanti di vita e di lavoro. Lei stessa, insieme alla curatrice Chiara Rosati, ha riordinato tutto il materiale in sequenze significative incorniciate con personali commenti e ricordi milanesi.

Viene così svelata la versione più intima e inedita di Milano: dal cinema al teatro, dall’arte all’architettura, dalla musica al fumetto, dal design alla moda, dalla letteratura alla fotografia fino all’impegno sociale.

Valeria Montaldi e Vittorio Agnoletto, due tra gli autori del volume, ci accompagnano a scoprire racconti di vita, fantasie e passeggiate speciali che tratteggiano con vive pennellate il volto locale e internazionale di Milano, che desideriamo condividere con il pubblico dei lettori.

“Milano Mia” è un romanzo avvincente sul filo della memoria e delle emozioni, ma è anche una guida pratica che suggerisce ai visitatori un altro modo per scoprire e apprezzare la città, seguendo itinerari sorprendenti. Anche per i milanesi.

Elda Cerchiari Necchi, nata a Genova nel 1924, si è trasferita a Milano agli inizi degli anni Trenta. Laureatasi in storia dell’arte alla Statale, ha insegnato questa disciplina in varie città lombarde e, infine, per vent’anni al Liceo classico Berchet di Milano. Basilari i due manuali di storia dell’arte realizzati l’uno con Liana Castelfranchi, l’altro con Pierluigi De Vecchi. I molteplici rapporti di Elda con i mondi dell’editoria e delle attività artistiche le hanno consentito una conoscenza sempre più articolata e diretta degli ambienti culturali milanesi. Era quindi forse inevitabile l’ideazione di questo volume, nel quale i suoi ricordi personali si intrecciano con gli scritti elaborati da un variegato gruppo di amici ed ex allievi: questo progetto si è avverato grazie al sostegno, alla sensibilità e alle intelligenti idee di Chiara Rosati.

Chiara Rosati progetta e organizza eventi culturali, cura mostre, è incuriosita dai colori che ci sono nel bianco e nero, vorrebbe vivere viaggiando, il suo elemento naturale è l’acqua e ama da sempre Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

Valeria Montaldi giornalista e scrittrice, vive a Milano. Ha scritto Il mercante di lana (2001), Il signore del falco (2003), Il monaco inglese (2006), Il manoscritto dell’imperatore (2008), La ribelle (2011), La prigioniera del silenzio (2013). Due volte finalista al Premio Bancarella, ha ricevuto altri prestigiosi riconoscimenti letterari. Tutti i suoi romanzi sono tradotti all’estero.

Vittorio Agnoletto medico del lavoro, insegna Globalizzazione e Politiche della Salute all’Università di Milano. Collabora con Libera, partecipa al Consiglio del Forum Sociale Mondiale. Fondatore della Lega Italiana per la Lotta contro l’Aids (LILA), è stato membro della Commissione AIDS. Nel 2001 portavoce del Genoa Social Forum. Conduce a Radio Popolare la trasmissione “37 e 2” sulla disabilità.

Gli autori

Maurizio Nichetti ❘ Andrea Chimento ❘ Marco Bona Castellotti ❘ Marta Boneschi ❘ Mariateresa Chirico ❘Vittorio Agnoletto ❘ Stefano Zuffi ❘ Massimiliano Sossella ❘ Emanuela Daffra ❘ Paolo Biscottini ❘ Giulia Benati ❘ Antonello Negri ❘ Luca Carra ❘ Mario Maffi ❘ Chiara Rosati ❘ Adriano Altamira ❘ Fulvio Irace ❘ Anty Pansera ❘ Valeria Montaldi ❘ Massimo Navone ❘Cristina Mattea ❘ Emilio Sala ❘ Federico Pistone ❘ Lydia Cevidalli ❘ Gianfranco Manfredi ❘ Paolo Volorio ❘ Marco Carminati ❘ Pia Quarzo Cerina ❘Paola Bonini ❘ Roberto Monelli ❘ Roberta Valtorta ❘ Paola Mattioli ❘ Alberto Munari ❘Aldo Bassetti ❘ Luisa Toeschi ❘ Giulia Maria Mozzoni Crespi ❘ Roberta Cucca ❘ Elena Lolli ❘ Manuel Ferreira

Ufficio stampa Associazione Elda Cerchiari Necchi:

Erica Prous – cell. 347 12 00 420 – studio@ericaprous.com

 Ufficio stampa Polaris:

Anna Maspero – cell. 347 36 76 162 – ufficiostampa@polariseditore.it

MILANO MIA. La città come non è mai stata raccontata. Polaris Editore

Giovedì 28 maggio 2015

dalle ore 18.30 alle 21.30

Villa Necchi Campiglio, Via Mozart 12_ Milano

Presentazione del volume

“Milano Mia – La città come non è mai stata raccontata”

(Casa Editrice Polaris)

di Elda Cerchiari Necchi

a cura di Chiara Rosati

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con l’amichevole partecipazione dei protagonisti del volume:

Maurizio Nichetti ❘ Andrea Chimento ❘ Marco Bona Castellotti ❘ Marta Boneschi ❘ Mariateresa Chirico ❘Vittorio Agnoletto ❘ Stefano Zuffi ❘ Massimiliano Sossella ❘ Emanuela Daffra ❘ Paolo Biscottini ❘ Giulia Benati ❘ Antonello Negri ❘ Luca Carra ❘ Mario Maffi ❘ Chiara Rosati ❘ Adriano Altamira ❘ Fulvio Irace ❘ Anty Pansera ❘ Valeria Montaldi ❘ Massimo Navone ❘Cristina Mattea ❘ Emilio Sala ❘ Federico Pistone ❘ Lydia Cevidalli ❘ Gianfranco Manfredi ❘ Paolo Volorio ❘ Marco Carminati ❘ Pia Quarzo Cerina ❘Paola Bonini ❘ Roberto Monelli ❘ Roberta Valtorta ❘ Paola Mattioli ❘ Alberto Munari ❘Aldo Bassetti ❘ Luisa Toeschi ❘ Giulia Maria Mozzoni Crespi ❘ Roberta Cucca ❘ Elena Lolli ❘ Manuel Ferreira

Una location prestigiosa, Villa Necchi Campiglio, per presentare (e festeggiare) un libro prezioso, “Milano mia”, dedicato a una città “come non è mai stata raccontata”. Un progetto voluto e realizzato da Elda Cerchiari Necchi, curato da Chiara Rosati e pubblicato dalla Casa Editrice Polaris.

Quaranta protagonisti della vita sociale e culturale svelano la versione più intima e inedita di Milano: dal cinema al teatro, dall’arte all’architettura, dalla musica al fumetto, dal design alla moda, dalla letteratura alla fotografia fino all’impegno sociale.

Milano come set cinematografico raccontato dal regista Maurizio Nichetti, Milano da scoprire (e riscoprire) con il direttore delle Raccolte della Veneranda Fabbrica del Duomo Giulia Benati, l’artista Gianfranco Manfredi e lo studioso di culture urbane Mario Maffi, delle giornaliste-scrittrici Marta Boneschi e Valeria Montaldi e altri professionisti innamorati della loro città che danno vita a racconti, fantasie e passeggiate speciali in una metropoli che è molto più di Expo.

L’autrice Elda Cerchiari Necchi ha assunto il ruolo di “committente” richiedendo questi esclusivi contributi ad amici con i quali ha condiviso momenti importanti di vita e di lavoro. Lei stessa, insieme alla curatrice Chiara Rosati, ha riordinato tutto il materiale in sequenze significative incorniciate con personali commenti e ricordi milanesi.

“Milano Mia” è un romanzo avvincente sul filo della memoria e delle emozioni, ma è anche una guida pratica che suggerisce ai visitatori un altro modo per scoprire e apprezzare la città, seguendo itinerari sorprendenti. Anche per i milanesi.

Elda Cerchiari Necchi, nata a Genova nel 1924, si è trasferita a Milano agli inizi degli anni Trenta. Laureatasi in storia dell’arte alla Statale, ha insegnato questa disciplina in varie città lombarde e, infine, per vent’anni al Liceo classico Berchet di Milano. Basilari i due manuali di storia dell’arte realizzati l’uno con Liana Castelfranchi, l’altro con Pierluigi De Vecchi. I molteplici rapporti di Elda con i mondi dell’editoria e delle attività artistiche le hanno consentito una conoscenza sempre più articolata e diretta degli ambienti culturali milanesi. Era quindi forse inevitabile l’ideazione di questo volume, nel quale i suoi ricordi personali si intrecciano con gli scritti elaborati da un variegato gruppo di amici ed ex allievi: questo progetto si è avverato grazie al sostegno, alla sensibilità e alle intelligenti idee di Chiara Rosati.

Chiara Rosati progetta e organizza eventi culturali, cura mostre, è incuriosita dai colori che ci sono nel bianco e nero, vorrebbe vivere viaggiando, il suo elemento naturale è l’acqua e ama da sempre Italo Calvino: “Prendete la vita con leggerezza, che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”.

Ringraziamenti a tutto lo staff!

Care amiche e cari amici,

l’ultimo incontro di Poliedrica di lunedì 16 marzo è stato per me particolarmente intenso ed emozionante. Perciò, a distanza di una settimana, vorrei  fare e condividere con voi – come in altre occasioni – un’esplorazione “dietro le quinte”.

In effetti questa espressione convenzionale del mondo dello spettacolo allude a una ricchezza di contributi umani che mi preme elencare.

Il lavoro più importante svolto per la mia Associazione ha due nomi: Chiara Rosati ed Erica Prous, non solo due competenti professioniste, ma anche due grandi amiche che hanno saputo trasformare un progetto vago in una realtà multiforme e ricca di forza comunicativa.

Non basta! Come in un qualsiasi organismo vivente questa realtà progettata ha una rete di connessioni estremamente varia e gode di innumerevoli impegni professionali che restano nascosti al grande pubblico…per questo vorrei citare e ringraziare tutti quanti hanno operato all’interno dello Spazio Oberdan in un momento particolarmente problematico, dall’Assessore all’impareggiabile Antonio!

Spazio Oberdan

E che dire del grafico e di tutti coloro (da Gina, ad Anna, a Nino) che si sono impegnati nella diffusione concreta di notizie e materiali.

Vorrei anche ringraziare il mondo della carta stampata, del web e radiofonico e della comunicazione in genere, dai giornalisti a tutti coloro che sono stati per noi collaboratori preziosi e indispensabili.

Gallerie d'Italia esterno 2

Vorrei concludere dicendo che tutti quanti noi cittadini dobbiamo essere grati a quella capacità civile di collaborazione e integrazione che ci permette di usare nel modo più appropriato il termine “cultura”.

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A presto! Vi terremo aggiornati sui nostri nuovi traguardi

Elda Cerchiari Necchi

 

 

 

POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’_ Ultimo incontro. Lunedì 16 marzo, ore 18

Lunedì 16 marzo alle ore 18 allo Spazio Oberdan ultimo incontro del ciclo ideato da Elda Cerchiari Necchi e curato da Chiara Rosati, dal titolo:  “Poliedrica. Ritratto di città” con Elda Cerchiari Necchi, Marco Carminati e Manuel Ferreira.

Ingresso libero.

In collaborazione con Città metropolitana di Milano, con il Patrocinio del Comune di Milano, il contributo di Gallerie d’Italia e con la partecipazione straordinaria del Conservatorio G. Verdi di Milano.

In occasione dell’ultimo incontro torna Marco Carminati, giornalista responsabile delle pagine d’Arte della Domenica del Sole 24 Ore, già noto al nostro pubblico per la brillante serata dedicata alla Gioconda, che ripercorrerà alcuni passaggi fondamentali del ciclo Poliedrica che si è contraddistinto per le contaminazioni tra le arti, preannunciando stimolanti novità nel paesaggio culturale milanese.

Milano è stata al centro di una riflessione e possiamo senz’altro concludere che non si è trattato di una sterile celebrazione. La nostra città è da sempre un importante centro propulsivo e di aggregazione e un luogo di incontro tra genti e culture diverse.

Con lo stesso spirito sta nascendo la guida “Milano Mia” un progetto editoriale di Elda Cerchiari Necchi a cura di Chiara Rosati, che raggruppa tanti personaggi di cui abbiamo sentito la voce nel corso degli incontri dell’Associazione e molti altri ancora.

Lunedì 16 in una piacevole chiacchierata tra Elda Cerchiari Necchi e Marco Carminati, si introdurranno anche i temi della guida in uscita ai primi di maggio, edita da Polaris.

Una piccola anticipazione che nulla toglierà alla scoperta delle molteplici sezioni di un testo non convenzionale, che ci accompagnerà in un tour inedito per strade e quartieri della città.

“Crediamo nella cultura e nei valori e benefici che essa procura. Ci crediamo al punto da pensare, anche in questi momenti densi di ombre, che la nostra città vada percorsa tenendo – anche nel cuore – una mappa di luoghi e protagonisti che, legando il presente al passato, ci proiettino verso il futuro”.

Accompagnerà la serata Manuel Ferreira, attore e autore della compagnia teatrale Alma Rosé, che presenterà il monologo “Canto per la Città” scritto con Elena Lolli. Come in un dialogo amoroso si snodano le contraddizioni di un rapporto difficile e controverso di cui, però, non possiamo fare a meno.

Fondamentale per l’identità multiculturale di questa serata l’apporto poliedrico di un gruppo affermato di musica klezmer, canzone yiddish e sefardì, coordinato da Lydia Cevidalli, nota violinista e autrice di un  testo scritto per la guida “Milano Mia” dedicato alla vitalità musicale di una scuola di prestigio internazionale come il Conservatorio di Milano.

La musica klezmer si è nutrita, nel corso dei secoli, dei linguaggi e delle culture di diversi paesi. Le tradizioni musicali di Polonia, Romania, Russia e Ucraina rivivono in questa musica, coniugate a una religiosità molto espressiva. E’ una musica che ha attraversato terre, conosciuto civiltà, culture e suoni diversi, e ha fatto sue tali suggestioni integrandole in uno stile perfettamente riconoscibile, diventando espressione di pluralismo e dunque sinonimo di libertà.

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POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’_ Ottavo incontro. Lunedì 2 marzo, ore 18

Lunedì 2 marzo alle ore 18 allo Spazio Oberdan prosegue il ciclo POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’, ideato da Elda Cerchiari Necchi e curato da Chiara Rosati, con un incontro dal titolo:  “Perché la Gioconda è così famosa?” con Marco Carminati.

In collaborazione con Città metropolitana di Milano, con il Patrocinio del Comune di Milano, il contributo di Gallerie d’Italia e con la partecipazione straordinaria del Conservatorio G. Verdi di Milano.

Marco Carminati,  giornalista responsabile delle pagine d’Arte della Domenica del Sole 24 Ore, ci fa scoprire come la Gioconda sia divenuta nel XX secolo il quadro più famoso al mondo. Saremo trascinati a seguire le vicende rocambolesche e divertenti che hanno reso questo ritratto di donna, misterioso ed enigmatico, una vera e propria attrazione.

Il racconto parte dal momento in cui venne dipinta a Firenze nel 1503 da Leonardo da Vinci: è il ritratto di Lisa Gherardini, moglie di Francesco Bartolomeo del Giocondo. L’opera, incompiuta, resta in possesso del suo autore che la tiene sempre con sé, venendo forse a far parte alla sua morte dell’eredità del Salaino. Per molto tempo è stata esposta a Fontainebleau e Versailles, negli uffici del Direttore del Palazzo. Con la Rivoluzione Francese è stata poi portata al Louvre.

Il quadro non ha particolare notorietà fino al 1911 quando Vincenzo Peruggia, imbianchino italiano impiegato al museo, lo ruba portandolo  con sé in tram fino a casa, ritenendo erroneamente che il dipinto sia stato portato via dall’Italia in epoca napoleonica. Di questo furto parlano tutti i giornali del mondo. E’ il primo esempio di notorietà creata dai media che amplificano la notizia e seguono le complesse ricerche del dipinto. Qui cominciano anche i “pellegrinaggi” al Louvre…in un primo momento per vedere solo il chiodo a cui era stata appesa!

Nel 1913 Peruggia, in difficoltà economiche, decide di scrivere ad alcuni antiquari fiorentini proponendo di restituirlo a fronte di un rimborso spese! Una volta recuperata, la Gioconda compie un vero e proprio tour espositivo in varie sedi italiane. Torna infine al Louvre, trasportata e protetta con cura, soprattutto durante le guerre, per timore di danneggiamenti e attentati.

In tempo di pace molte polemiche hanno riguardato i suoi trasferimenti. J.F. Kennedy riesce a intercedere per farsela prestare ed esporla nel 1962 alla National Gallery e al Metropolitan Museum di  New York. In questa occasione la Gioconda viaggia prima per mare, poi su un’ambulanza (ritenuta alla fine il mezzo più sicuro per farla circolare!). Nel 1974 la Gioconda viene esposta in Giappone, con una sosta, al suo rientro, in Russia riuscendo a superare le barriere della Cortina di Ferro.

Durante il nostro incontro viene analizzata anche la sua fortuna critica che la rende una vera e propria icona pop: rielaborata e riproposta da grandi artisti come Marcel Duchamp, Andy Warhol e Botero approda più volte alla pubblicità, in numerose versioni e copie realistiche o irriverenti. Un esempio di tam-tam mediatico che porta quest’opera a surclassare altri capolavori assoluti della storia dell’arte.

Cosa lega, infine, la Gioconda al nostro territorio? E’ passata da Milano sia accanto al suo autore, sia ai tempi del furto e certo è assai meno noto che la preziosa teca che oggi la contiene è stata realizzata a Trezzano sul Naviglio!

In occasione di questo incontro di POLIEDRICA ascolteremo Simone Rinaldo, allievo del Conservatorio di Milano, che esegue alla chitarra: “Variations a travers les siècles, di Mario Castelnuovo-Tedesco (1895-1968) e “Quatre pièces brèves” di Frank Martin (1890-1974).

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POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’_ Settimo incontro. Lunedì 16 febbraio, ore 18

Lunedì 16 febbraio alle ore 18 allo Spazio Oberdan prosegue il ciclo POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’, ideato da Elda Cerchiari Necchi e curato da Chiara Rosati, con un incontro dal titolo:  “Le sperimentazioni del nuovo cinema”, con Maurizio Nichetti.

In collaborazione con Città metropolitana di Milano, con il Patrocinio del Comune di Milano, il contributo di Gallerie d’Italia e con la partecipazione straordinaria del Conservatorio G. Verdi di Milano.

Maurizio Nichetti, regista e direttore della sede milanese del Centro Sperimentale di Cinematografia, accompagna il pubblico alla scoperta  dei segreti del mestiere e degli orizzonti del fare cinema oggi, raccontati in prima persona. Un argomento stimolante che va a arricchire gli approfondimenti di Poliedrica sui linguaggi del nuovo millennio, adatto anche a un pubblico di non addetti ai lavori. ” Sembra ieri.  Era il 1995 e l’invenzione dei Fratelli Lumière compiva 100 anni!  Da quel giorno di anni ne sono passati altri venti! Ma per il cinema e lo spettacolo audiovisivo in genere sembra passato un altro secolo.  Nuove tecnologie, nuove piattaforme di distribuzione, nuovi linguaggi hanno formato un nuovo pubblico e nuove professionalità.  Come si può sopravvivere a tutto questo?

Maurizio Nichetti ne parla insieme a un pubblico di spettatori curiosi di sapere cos’è un Avatar, un Brand Content o uno Storytelling, ma ancora capaci di ridere o emozionarsi per una gag di Charlie Chaplin.”

In occasione di questo incontro di POLIEDRICA riprendono gli interventi musicali di giovani allievi del Conservatorio di Milano, questa volta seguendo le suggestioni che legano il cinema al linguaggio del post rock jazz contemporaneo. Intervengono Soleil Vaccarella, jazz voce, e Lorenzo Blardone, pianoforte. All’insegna dell’improvvisazione su colonne sonore celebri, si sottolineeranno le affinità tra il cinema e il jazz, due espressioni artistiche nate nello stesso periodo storico e sotto l’egida dell’“arte per tutti”, due ambiti che devono fare i conti con l’indagine delle proprie possibilità espressivo-concettuali e la necessità di una comunicabilità col grande pubblico.

 Maurizio Nichetti. Regista, attore e sceneggiatore, nasce a Milano dove si laurea in architettura dopo aver debuttato    come attore al Piccolo Teatro. Lavora poi come sceneggiatore di cartoni animati presso lo studio di Bruno Bozzetto (Allegro non troppo nel 1975 e tre lungometraggi del Signor Rossi). Sempre nel 1975 fonda la cooperativa teatrale QuellidiGrock ancora in attività a Milano. Nel 1979 realizza Ratataplan il suo primo film come attore, sceneggiatore e regista al quale ne seguiranno un’altra decina tra cui Ho fatto splash, Ladri di Saponette, Volere Volare, Stefano Quantestorie, Luna e L’altra, Honolulu Baby. È stato membro di giurie internazionali nei Festival di Berlino, Cannes, Montreal. È stato direttore artistico per sei anni del Trento Film Festival. Nel 1979, collabora all’Altra Domenica di Renzo Arbore e inizia un’attività televisiva parallela al suo cinema (Quo Vadiz, Pista, Fantasy Party, Mammamia, Dott Clown, Agata e Ulisse). Nel 2006 torna al cartone animato scrivendo e dirigendo 56 mini-film con Neve e Gliz mascotte delle olimpiadi invernali di Torino. In teatro affronta regie liriche, di prosa e di operette. Nel 2010 realizza per la Rai la serie animata di 26 film brevi Teen Days. Tra i numerosi premi riceve il David di Donatello per la miglior sceneggiatura di Volere Volare e tre Nastri d’Argento per Ratataplan, Ladri di Saponette e L’una e l’altra. Con i suoi film vince diversi festival internazionali. (Mosca, Montreal, Bruxelles). Ha  insegnato al Centro Sperimentale di Torino, all’Università Cattolica di Milano, allo IULM, alla Civica scuola di Cinema  di Milano, che ha anche diretto nell’anno 2009-2010. Da tre anni lavora al progetto di un film in animazione sulla vita di San Francesco. Attualmente dirige la sede milanese del Centro Sperimentale di Cinematografia.

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POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’_ Sesto incontro. Lunedì 2 febbraio, ore 18

Lunedì 2 febbraio alle ore 18 allo Spazio Oberdan prosegue il ciclo POLIEDRICA. RITRATTO DI CITTA’, ideato da Elda Cerchiari Necchi e curato da Chiara Rosati, con un incontro dal titolo:  “Il Teatro respira, forse è ancora vivo”, con Massimo Navone –  direttore di Milano Teatro Scuola Paolo Grassi.

Ingresso libero. In collaborazione con Città metropolitana di Milano, con il Patrocinio del Comune di Milano, il contributo di Gallerie d’Italia e con la partecipazione straordinaria del Conservatorio G. Verdi di Milano.

Come può il Teatro resistere, continuare a vivere e rinnovarsi oggi, nell’epoca del ‘web’ e della comunicazione mediatica?

Quanto può continuare ad incidere oggi il Teatro nella cultura e nel tessuto urbano di una città come Milano che ha visto nascere nel dopoguerra l’esperienza del  ‘Piccolo’ e il teatro di Dario Fo ? Com’è possibile mettere a profitto l’eredità di questa tradizione?

E le nuove generazioni di teatranti, che crescono di anno in anno formandosi e studiando nelle ormai innumerevoli scuole, dove trovano gli spazi e i mezzi per sperimentarsi e costruire il loro futuro di artisti delle scene?  Quali sono i loro riferimenti culturali?

Ma soprattutto qual è il teatro che fanno o che sognano di fare i teatranti di domani?

Prendendo spunto da queste domande Massimo Navone, regista drammaturgo e direttore della  Civica scuola di teatro ‘Paolo Grassi’ condurrà, a partire dal racconto delle proprie esperienze, una riflessione sul  ‘fare teatro’ oggi, avvalendosi del contributo di due giovani registi, Alice Lutrario e Manuel Renga, di due giovani attori, Enrico Pittaluga ed Emanuele Turetta, e della partecipazione di Michele Bottini, protagonista di ‘Storia di Qu’, testo di Dario Fo che debutterà in prima assoluta al Piccolo Teatro Studio nell’ambito di Expo in Città per la regia di Massimo Navone. L’intento è quello di tracciare un collegamento ideale tra le generazioni, presentando al pubblico alcune testimonianze di progetti di spettacolo di segno molto diverso, ma legati da un’idea di teatro come luogo di esperienza condivisa, osservatorio dialettico della realtà nel suo trascorrere e nel suo legame con la città che cambia. L’ Amleto, testo teatrale per antonomasia , è il punto di partenza dei lavori di cui parleranno i due giovani registi: Alice Lutrario racconterà di A.M.L.E.T., una particolare riscrittura in cui alcuni dei personaggi minori delle opere shakespeariane, stanchi dell’infimo ruolo a loro riservato, sequestrano e tengono in ostaggio il protagonista dei protagonisti, il Principe  AMLETO, per rivendicare il loro diritto ad avere uno spazio dignitoso all’interno dell’opera del Bardo. A capeggiare il nucleo armato dei ribelli, una figura insospettabile, soffocata anch’essa dall’opprimente popolarità dei protagonisti: OFELIA, che stanca di essere nota al mondo solo in quanto “donna mancata di Amleto” sposa la causa dei personaggi minori e si rivela una pedina fondamentale per decidere le sorti del rapimento. Attraverso la chiave dell’ironia la storia si fa specchio di una riflessione sull’attualità, allegoria dell’eterno conflitto tra chi esercita il potere e chi lo subisce. SHAKESPEARE WHITOUT EYES è l’esperimento particolare raccontato da Manuel Renga: una performance esperienziale, dove il pubblico viene bendato per  seguire un percorso sensoriale al buio e fare un’esperienza immaginifica unica all’interno della trama dei grandi testi di W. Shakespeare “Amleto” e “La Tempesta”. Quando in una società come la nostra si vede tutto in immagini attraverso una proliferazione incessante di schermi in tutti gli angoli della città, cosa succede negli occhi dello spettatore quando gli si propone di guardare in modo nuovo chiudendo gli occhi? Di tutt’altro segno è GENERAZIONE DISAGIO ‘dopodichè stasera mi butto’, l’esperienza di creazione collettiva originale raccontata da Enrico Pittaluga. Lo spettacolo, vincitore del premio ‘giovani realtà del teatro 2013’, sta riscuotendo un successo davvero inconsueto per un giovane gruppo, segno che sta centrando in pieno, con la sua comicità al vetriolo, i punti deboli di una generazione alle prese con la propria fragilità e le proprie aspirazioni. Si parlerà poi di ‘IDENTITA’ MILANO il teatro scende in piazza’, il progetto performativo creato da Massimo Navone che, coinvolgendo più di 40 giovani artisti ha rilanciato con una formula completamente nuova il racconto teatrale di Milano e della sua storia culturale. Riportare il fatto teatrale in piazza, non per attrarre con giocolieri e trampoli, ma per invitare la gente a fermarsi a riflettere, ad ascoltare storie che parlano della città. Parole di scrittori e poeti, canzoni, frammenti di memoria e suoni danzati da nuovi giovani performers. Questa è stata la scommessa di ‘IDENTITA’ MILANO’, l’impatto della parola teatrale con la piazza e la strada, difficile, contraddittorio, ma molto emozionante. Concluderà l’incontro uno sguardo in anteprima su ‘Storia di Qu’, il capolavoro di Dario Fo ispirato al racconto omonimo di Lu Xung, uno dei più grandi scrittori della letteratura cinese del ‘900 che andrà in scena in prima assoluta in giugno, al Piccolo Teatro Studio. Questo lavoro, che ha visto collaborare per la sua realizzazione 30 tra attori, danzatori e musicisti diplomati alla Paolo Grassi e 50 scenografi e costumisti dell’Accademia di Brera, rappresenta la seconda tappa di un progetto di trasmissione del metodo di creazione e del repertorio del grande Maestro Fo alle nuove generazioni. Contributi video, letture di frammenti di scena e la reinterpretazione  di una delle più famose ‘giullarate’ di Dario Fo accompagnano il racconto di questo nuovo incontro del ciclo Poliedrica, centrato sul Teatro.

Massimo Navone.

Nasce a Savona il 15 gennaio 1958. Vive a Milano dal 1972. Si diploma al corso di regia della Scuola del Piccolo Teatro di Milano e si laurea in drammaturgia al DAMS di Bologna. Dal 1982 inizia la sua attività professionale di regista e drammaturgo teatrale.  Si specializza nella formazione dell’attore seguendo seminari specifici in Italia e all’estero e inizia nel 1984 l’attività di insegnamento della recitazione presso scuole e accademie di livello nazionale. Dal 2003 è direttore della Scuola d’Arte drammatica Paolo Grassi di Milano (già Scuola del Piccolo Teatro). Costruisce per la scuola progetti di scambio con scuole europee, il progetto ‘ Mistero Buffo e altre storie – il teatro di Dario Fo e Franca Rame per le nuove generazioni’ con cui partecipa a due edizioni del Festival di Avignone nel 2012 e nel 2013. Cura la Direzione artistica di diverse iniziative per il Comune di Milano ultima delle quali ‘ Identità Milano – sette giorni di spettacolo in sette piazze della città’. Come regista teatrale ha al suo attivo più di 50 spettacoli con attori importanti come Franco Branciaroli, Sergio Rubini, Fabrizio Bentivoglio, Margherita Bui, Adriana Asti , Cochi Ponzoni , Enzo Iacchetti, Antonio Albanese, Enrico Bertolino, Gene Gnocchi, Nuzzo-Di Biase. Per la RAI collabora come autore alle trasmissioni “ Millennium” con Jovanotti , “Tutti gli Zeri del mondo” con Renato Zero (’01), “Uno di Noi” con Gianni Morandi (‘02/’03).

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